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Radio Nuova Trieste Vi propone l’ascolto in questi giorni…


Da venerdì 3 dicembre 2021 ore 16.03, in replica sabato ore 21.30, lunedì ore 00.05 (Speciale Radio – 2 / Speciale Incontri)

si è tenuto, martedì 20 aprile 2021 un incontro sul tema: “La dedizione dell’Arcivescovo alla Dottrina Sociale della Chiesa ed il suo Magistero nella città di Trieste”. Presentato dal Can. don Lorenzo Maria Vatti, Direttore di Radio Nuova Trieste, ospite: l’Arcivescovo Mons. Giampaolo Crepaldi, Vescovo di Trieste.


Da sabato 4 dicembre 2021 ore 00.05, in replica lunedì ore 21.30, mercoledì ore 16.03 (Speciale Radio – 1 / Speciale Diocesi)

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si è tenuta, venerdì 17 settembre 2021, la terza giornata del convegno internazionale promosso dalla Diocesi di Trieste ed unitamente dal Laboratorio Scienza e Fede in collaborazione con la Facoltà Teologica del Triveneto e con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia presso il Trieste Terminal Passeggeri del Molo IV° a Trieste, sul tema: “Teologia e Scienza – In dialogo al tempo della pandemia”. Sul tema: “Ripensare l’umano nel tempo della scienza” ospite: Prof. Leonardo Paris della Facoltà Teologica del Triveneto (parte conclusiva dell’intervento).

Da sabato 27 novembre 2021 ore 00.05, in replica lunedì ore 21.30, mercoledì ore 16.03 (Speciale Radio – 1 / Speciale Diocesi)

si è tenuta, venerdì 17 settembre 2021, la terza giornata del convegno internazionale promosso dalla Diocesi di Trieste ed unitamente dal Laboratorio Scienza e Fede in collaborazione con la Facoltà Teologica del Triveneto e con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia presso il Trieste Terminal Passeggeri del Molo IV° a Trieste, sul tema: “Teologia e Scienza – In dialogo al tempo della pandemia”. Sul tema: “Ripensare l’umano nel tempo della scienza” ospiti: Prof. Fulvio Ferrario della Facoltà Teologica Valdese, Prof. Leonardo Paris della Facoltà Teologica del Triveneto (parte introduttiva dell’intervento).


Da venerdì 26 novembre 2021 ore 16.03, in replica sabato ore 21.30, lunedì ore 00.05 (Speciale Radio – 2 / Speciale Incontri)

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si è tenuto, giovedì 25 novembre 2021 un incontro promosso dall’Associazione Studium Fidei in collaborazione con il Vicariato per il laicato e la cultura della Diocesi di Trieste presso il Centro pastorale Paolo VI° v.Tigor,24/1 a Trieste sul tema: “Sette secoli da Dante: la sua eredità nelle opere di Francesco Petrarca”. Presentati dal Presidente Can. Mons. Ettore Carlo Malnati Vicario per il Laicato e la Cultura della Diocesi di Trieste, ospiti: Dott.ssa Alessandra Sirugo, Coordinatrice della Sezione antica Biblioteca Civica “Attilio Hortis” e del Museo Petrarchesco Piccolomineo, Prof.ssa Marina del Fabbro dell’UCIIM, Unione Cattolica Italiana Insegnanti Dirigenti Educatori e Formatori, sezione di Trieste.


Da giovedì 2 dicembre 2021 ore 16.03, in replica domenica ore 21.30, mercoledì ore 00.05 (Speciale Radio – 3)

si è tenuto, lunedì 27 settembre 2021 il concerto che ha chiuso la 44ª edizione di “Settembre musicale” promosso dalla Cappella Civica di Trieste e dall’Accademia Organistica Tergestina presso la Cattedrale di San Giusto Martire a Trieste. In questo Speciale possiamo apprezzare la seconda parte dedicata al repertorio romantico francese, con brani di Guilmant e di Delibes. Presentati dal Responsabile tecnico di Radio Nuova Trieste Alessandro Sinico, ospiti: M° Roberto Brisotto, Direttore della Cappella Civica, M° Riccardo Cossi, organista titolare della Cattedrale di Trieste.

Da giovedì 25 novembre 2021 ore 16.03, in replica domenica ore 21.30, mercoledì ore 00.05 (Speciale Radio – 3)

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si è tenuto, lunedì 27 settembre 2021 il concerto che ha chiuso la 44ª edizione di “Settembre musicale” promosso dalla Cappella Civica di Trieste e dall’Accademia Organistica Tergestina presso la Cattedrale di San Giusto Martire a Trieste. In questo Speciale possiamo apprezzare la prima parte dedicata al repertorio barocco tedesco, con brani di Bruhns, Haendel e Pachelbel. Presentati dal Responsabile tecnico di Radio Nuova Trieste Alessandro Sinico, ospiti: M° Roberto Brisotto, Direttore della Cappella Civica, M° Riccardo Cossi, organista titolare della Cattedrale di Trieste.


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In questa edizione vi invitiamo all’ascolto delle conversazioni dal ciclo:

DAL “FIAT” DI MARIA AL “FIAT” DELL’UOMO

I VANGELI DELL’INFANZIA DI GESU’:

Da martedì 7 e 14 dicembre 2021 ore 16.03, in replica domenica ore 02.00, (Speciale Bibbia)

I Profeti annunciano il Messia

“La prova più grande di Gesù Cristo sono le profezie” (Pascal). Matteo ne riporta cinque.

“Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio” (Mt 1,2; Is 7,14: “La verginità di Maria ha anch’essa, prima di tutto, una funzione cristologica. Sulla linea della sterilità delle donne dell’antica Alleanza, essa è il segno che mette in luce l’azione divina nel piano della salvezza” (Da Spinetoli). “E tu, Betlemme…: da te uscirà infatti un capo che pascerà il mio popolo” (Mt 2,6; Mi 5,1-2): Il Cristo è il “figlio di Davide” perfetto, che nasce nello stesso villaggio del grande re d’Israele, come il Messia atteso (Gv 7,42).

Dall’Egitto ho chiamato il mio figlio” (Mt 2,15; Os 11,1): E’ il Figlio di Dio per eccellenza che compie il perfetto esodo verso la liberazione definitiva.

Un grido è stato udito in Rama…; Rachele piange i suoi figli” (Mt 2,18; Ger 31,15): “La strage di Erode è una <<profezia>> delle devastazioni e delle distruzioni che quando l’evangelista scrive si erano già abbattute sulla nazione israelitica… Le catastrofi nazionali dell’antico Israele sono avvenute per non aver ascoltato la voce di IHWH, ora per non aver accolto il Messia” (Da Spinetoli).

Sarà chiamato Nazareno”(Mt 2,23; Is 11,1?): L’evangelista rimanda forse a un libro non canonico (“apocrifo”) dell’antica tradizione d’Israele a noi ignoto, o il vocabolo “Nazoràios” può riferirsi al “nazireo”, cioè a una persona che si è consacrata a Dio, o alludere al vocabolo ebraico “nezer”, “germoglio”, “virgulto”, termine che nell’A. T. era diventato quasi il nome del re-Messia (Is 11,1-2).

Da martedì 21 dicembre 2021 ore 16.03, in replica domenica ore 02.00, (Speciale Bibbia)

IL “SI’” DI MARIA E LA NASCITA DEL SALVATORE

Le tre “annunciazioni”

L’annuncio a Maria: Il racconto di Luca (1,26-38) è modellato sullo schema degli annunci delle nascite di personaggi famosi (Gdc 13-16; Is 7,10-17). Siamo a Nazaret. Maria è allusivamente rappresentata come l’arca dell’alleanza del tempio di Sion su cui si stendeva l'”ombra” della presenza divina ed è interpellata dall’angelo come “kecharitomène”, cioè come “ricolma di grazia” da parte di Dio.

La sorpresa di Giuseppe: Giuseppe è la figura centrale e attiva in Matteo (Mt 1,18-25). La “tardemah”, il sonno estatico e profondo, spesso nella Bibbia è proprio il modo per esprimere un intervento soprannaturale (cfr Gen 2,21; 15,12; 20,3…). Giuseppe è “giusto” nel senso tipico di Matteo, cioè è colui che accetta il piano di Dio anche se esso sconcerta il proprio.

L’annuncio ai pastori: I pastori erano considerati impuri, a causa della loro convivenza con animali. A Natale gli angeli cantano: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini (oggetto) della buona volontà (divina)”. Durante l’entrata in Gerusalemme, i discepoli canteranno: “Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli!” (Luca, 19,38). C’è un “evangelo”, indirizzato ai pastori (Lc 2,1), un piccolo “Credo” cristiano che ruota attorno a tre titoli fondamentali attribuiti al Bambino: Salvatore, Cristo (cioè Messia), Signore (cioè Dio; cfr Fil 3,20).

Uno strano censimento

“Luca avrebbe generalizzato in un unico evento i vari censimenti ordinati da Augusto in epoche e luoghi diversi” (Schurer), così da collocare la nascita di Cristo all’interno di un respiro universale. Forse nel 7-6 avanti Cristo si sarebbe eseguito, in Palestina, un censimento amministrativo, condotto secondo il metodo tribale e non residenziale.

La nascita di Gesù

In questo racconto Luca (Lc 1,1-20) sintetizza il messaggio di tutto il Vangelo: a) la vera umanità di Gesù: Luca usa termini “crudi”: “brèphos” (Lc 2,12.16), che indica il feto da partorire o appena partorito, e “gennòmenon”( Lc 1,35), che designa il feto nel grembo materno; b) la divinità di Gesù: l’annuncio ai pastori (Lc 2,9-13) è un vero annuncio pasquale; c) la scelta dei poveri: Gesù nasce con i poveri del suo tempo, “deposto in una mangiatoia perché non c’era posto per loro nel <<katalyma>>” (Lc 2,7), cioè la parte della caverna, dove alloggiava la famiglia di Giuseppe, adibita a ricovero per gli uomini e non per gli animali; d) il Natale in Luca è subito collegato alla Pasqua: Maria “avvolse in fasce e depose in una mangiatoia” Gesù (Lc 2,7), come Giuseppe d’Arimatea “avvolse in un lenzuolo e depose in una tomba” (Lc 23,53) il corpo del crocifisso; a Betlemme sono gli “impuri” pastori i primi testimoni della nascita di Gesù (Lc 2,8-20), a Gerusalemme saranno le “impure” donne le prime testimoni della sua resurrezione (Lc 23,55-24,10); in entrambi gli eventi, ci sono angeli a dare un senso al mistero (Lc 2,9-14; 24,4-7).

L’adorazione dei Magi

Il racconto dei Magi illustra il tema del Cristo cercato e rifiutato. Israele attendeva il Messia come un astro: “Una stella spunta da Giacobbe” (Nm 24,17). I “màgoi” sono astrologi, che scrutano i segni del cielo. La pagina dei Magi è una solenne dichiarazione di missionarietà e di universalismo (Mt 28,18). Matteo non dice che i Magi fossero re, né che fossero tre. “Due coordinate consentono di individuare il Messia: la stella e la Scrittura. La stella che rappresenta i segni dei tempi, le occasioni della storia e anche, più banalmente, i casi della vita… Ma occorre anche la verifica della Scrittura” (Mello).

La presentazione di Gesù al Tempio (Lc 2,22-40)

a) Il Messia entra nel Tempio: in Lc 2,22-40, Maria presenta Gesù al Tempio: dall’annuncio a Zaccaria sono passate 70 settimane, 490 giorni: si realizza la profezia di Dn 9,24-27 e di Mal 3,1, e il Messia prende entra nel tempio, nel segno della povertà. b) Il dittico delle circoncisioni: Il racconto della circoncisione di Giovanni è molto ampio (1,59-66), quello della circoncisione di Gesù occupa un solo versetto(2,21): Giovanni è l’ultimo rappresentante dell’Antico Testamento, mentre con Gesù inizia la Nuova Alleanza. Il nome Giovanni significa “Dio ha usato misericordia”: tale misericordia (1,50.54.58.72.78) si realizzerà pienamente e definitivamente in Gesù, il cui nome significa “Dio salva” (Mt 1,21). Giovanni annuncerà la salvezza portata da Cristo (1,69.71.77). c) I ritornelli sulla crescita: Giovanni “cresceva e si fortificava nello Spirito” (1,80), Gesù “cresceva e si fortificava”, ma in più era “pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui” (2,40). Giovanni “visse in regioni desertiche fino al giorno della sua manifestazione” (1,80), Gesù “cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini” (2,52). d) La salvezza è per tutte le genti: il “Nunc dimittis” di Simeone (2,29-32) è lode per la salvezza “preparata davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria di Israele”: il tema della salvezza estesa a tutti è caratteristico del vangelo di Luca, compagno di Paolo, l”apostolo delle genti”.

Gesù nel tempio a Gerusalemme (Lc 2,41-51)

a) L’episodio (2,41-51) è profezia del secondo viaggio che Gesù farà a Gerusalemme, quello per la sua Passione e Resurrezione (19,28): in entrambi i casi Gesù si trattiene nel tempio (2,46->19,47; 21,37; 22,53), durante la Pasqua (2,41->22,1; 23,54); tutte e due le volte c’è dolore per lui (Giuseppe e Maria in angoscia perchè l’hanno smarrito: 2,43.45.48; i discepoli “tristi” (24,17) per la sua morte); Giuseppe e Maria lo cercano (2,22), anche i discepoli lo cercano (24,5); i genitori lo ritrovano “dopo tre giorni” (2,46) nella “casa del Padre” suo (2,49), “il terzo giorno”(24,7.46) Gesù risorge (24,6.46) e ascende al cielo (24,51). b) Maria modello di madre: genitrice non certo… asfissiante (2,43-44), angosciata per la perdita dl figlio (2,48), premette l’ansia del marito alla sua (“tuo padre ed io”: 2,48), rimprovera con dolcezza il figlio (2,48), accetta di non comprenderne il mistero (2,50). c) Maria modello del credente: sperimenta il silenzio di Dio, ricerca Dio con ansia (2,48), non ne capisce il piano (2,50), lo interroga con forza (2,48); è il credente trattato da Dio con “durezza”(Lc 2,41-51; 8,21; 11,27-28); è il credente chiamato a capire che Dio è “altro”, e che a lui spetta solo obbedienza nella fede. d) Maria modello dell’ascolto: serva della Parola (1,38), “serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore”(2,19; 2,51): è esempio dell’ascolto ruminato (meditatio), contemplato (contemplatio), pregato (oratio), annunciato, obbedito e messo in pratica (8,19-21; 11,27-28).

Conclusione

Come Matteo e Luca hanno espresso nella cultura del loro tempo l’annuncio del Signore, così anche noi dobbiamo proclamare al mondo d’oggi la nascita del Signore: – Dio si è fatto presente nella storia degli uomini; – Dio si fa povero con i poveri; – Gesù è accolto da persone che riteniamo “lontane”, e talora rifiutato dall’Istituzione; – Il massacro degli innocenti continua oggi nelle vittime della fame, delle guerre, delle ingiustizie sociali; – Il credente deve talora passare dalla prova dell’Egitto; – Il discepolo deve essere nella compagnia degli uomini, nella “Galilea delle genti”; – A tutti dobbiamo annunciare “una grande gioia, che sarà di tutto il popolo” (Lc 2,10).

MARIA, LA DONNA DEL “SI’

Secondo la Lumen gentium, la Marialis cultus e la Redentoris Mater, “una corretta comprensione della figura di Maria deve obbedire innanzitutto al criterio biblico, al criterio antropologico o ecclesiale, passando dalla mariologia dei privilegi a vedere in questo <<del tutto singolare membro della Chiesa (la) figura e (l’) eccellentissimo modello per essa nella fede e nella carità>>, e il criterio ecumenico” (G. Bruni).

Maria, la Vergine Figlia di Sion (Mt 1,1-23)

La genealogia di Gesù (Mt 1,1-17):Gesù non è solo figlio di Davide, ma viene da Dio. La genealogia menziona quattro donne “irregolari”: Tamar, Raab, Rut, Betsabea, per preparare alla quinta figura femminile della genealogia, Maria, la cui concezione verginale è straordinaria.

“Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio” (Mt 1,2; Is 7,14):Il vocabolo ebraico usato da Is non è quello della verginità (“betulah”), ma quello generico della donna abilitata al matrimonio (“’almah”). Mt rimanda alla versione greca dei Settanta, in cui “giovane donna” è resa col termine greco “parthènos”, che significa appunto “vergine”. La “vergine figlia di Sion” è la rappresentazione collettiva di Israele da cui nasce la salvezza. “La verginità di Maria ha prima di tutto una funzione cristologica… Essa è il segno che mette in luce l’azione divina nel piano della salvezza” (O. Da Spinetoli).

Maria, nuova Eva, figura di Israele e della Chiesa (Lc 1,26-38)

Il racconto dell’annunciazione è modellato sullo schema degli annunci delle nascite di personaggi famosi (Gdc 13-16; Is 7,10-17). v. 28: a) Maria deve “rallegrarsi” (“kàire”) perché è l’incarnazione dell’Israele antico, che deve esplodere di gioia perché è giunto il Messia (Zac 2,14-15;9,9-10; Sof 3,14-17; Gl 2,21-27). b) Maria è la “kecharitòmene”, la “graziata”, la favorita per amore, l’Israele scelto per misericordia (Os 11,1-4; Ez 16,8-14; Os 2,21-28; CdC). c) Maria è anche la nuova Eva, la prima delle “madri” di Israele, che nella tradizione rabbinica era bellissima. Se Eva aveva disobbedito a Dio, Maria le si contrappone con il suo “sì” (Lc 1,38). Ai piedi del nuovo albero della vita, la Croce, sarà perciò costituita “madre” dei discepoli (Gv 19,25-27; cfr Gen 4,1). d) Ma è anche figura della Chiesa, che nasce dall’obbedienza, è fatta bella dallo Spirito, diventa sposa di Cristo. e) “Il Signore è con te”: Maria è il luogo dove il Verbo stesso ha posto la sua tenda in mezzo a noi (Gv 1,14), ella che sarà coperta dalla sua ombra – nube – Shekinah. v. 31: “Da una terra vergine Dio creò Adamo mediante il suo soffio, da una carne incontaminata Dio creò Gesù, il nuovo Adamo, mediante il suo Spirito” (G. Bruni). Verginità del cuore a cui tutti, sposati e celibi, sono chiamati e dalla quale, trae senso quella fisica. v. 30: Maria è la “schiava di IHWH” (Lc 1,38), cioè la madre dello Schiavo (“ebed”) di IHWH (Is 53,5). E’ “l’Agnella che partorisce l’Agnello” (Lc 2,35).

Maria, arca dell’alleanza, in viaggio missionario e diaconale (Lc 1,35-45)

Maria è l’arca dell’alleanza: a) di fronte alla quale ci sente indegni (Lc 1,43; cfr 2 Sam 6,9); b) che resta tre mesi (Lc 1,56-> 2 Sam 6,11); c) davanti a cui si danza (Lc 1,44-> 2 Sam 6,14.16); d) di fronte a cui esplode la lode (Lc 1,42-> 1 Cr 15,28; 16,4; 2 Cr 5,13); d) nascosta per la fine dei tempi (2 Mac 2,4-8->Ap 11,19): da tale riflessione nascerà il dogma dell’Assunzione. Il viaggio di Maria è missionario (Lc 1,39->10,4; 1,40-> 10,5) e diaconale (Lc 1,38).

Maria, la povera di IHWH, radicata nella Scrittura (Lc 1,46-55)

Il “Magnificat” di Maria è un collage di frasi veterotestamentarie. Maria è esempio di “zikkaron”,memoria benedicente (Es 15; 1 Sam 2,1; Ab 3,18; Is 61,10): è la povera di IHWH che ricorda, con un duro inno “classista”, che Dio sceglie i poveri e gli ultimi (cfr 1 Sam 2,8; Ez 21,31; Gb 12,19; Sir 10,14-15; Sl 113,7). Come Abramo è il padre di tutti i credenti, Maria (Gv 19,25-27) ne è la madre.

Maria la Theotokos (Lc 2,1-20).

Maria è la Theotokòs, Dei Genetrix, Madre di Dio: questi termini, sanciti a Efeso nel 431, sono biblici.

Maria, nostra sorella nella Fede (Lc 2,41-50)

Maria è esempio di madre non apprensiva, non possessiva, pronta ad accettare il mistero della vocazione del figlio anche senza comprenderla. E’ il prototipo del credente che spesso sperimenta il silenzio di Dio, il suo smarrimento, e che lo ricerca con ansia, talora con angoscia.

Maria donna dell’ascolto, serva della Parola

Maria è donna dell’ascolto, la serva della Parola. E’ vergine della conservazione e meditazione della Parola (Lc 2,19.51), dell’interrogazione (Lc 1,34; 2,48), della non comprensione (Lc 2,50.33.48), della lode (Lc 1,46-47), del silenzio, della Fede (Lc 1,45), che si confronta con la Scrittura e con la storia (Lc 1,46-55), dell’annuncio (Lc 1,39-45), della prassi obbediente (Lc 1,38; Gv 2,5), del martirio per la Parola (Lc 2,35; Mt 2,14; Gv 19,25-27).

Maria, solidale con i peccatori (Mc 3,21-35)

E’ la madre che sta con gli ultimi, con i peccatori, sicura che sarà solo con l’amore e con la solidarietà che si potrà sperare in una conversione.

Maria a Cana, la Chiesa (Gv 2,1-11)

In Gv, Maria è menzionata solo due volte: all’inizio, a Cana, e alla fine, sotto la croce; inoltre Gesù non la chiama mai “mamma”, ma sempre “donna”. A Cana Maria è la nuova Eva, la “donna”, che con il suo “sì” si contrappone alla disobbedienza di Eva; è il nuovo Israele, che di fronte a Gesù dice: “Fate quello che lui vi dirà” (Gv 2,5), come aveva detto Israele al Sinai (Es 19,8); ma Maria è anche figura della Chiesa, che nel mimo profetico della trasformazione dell’acqua in vino riconosce il Messia.

Maria nell’ora della croce (Gv 19,25-27)

Sotto la croce Maria è la nuova Eva, la “donna”, il cui seme schiaccia il serpente antico, e che è costituita madre della nuova umanità. Ma il termine “donna” “nel linguaggio biblico-giudaico indica tanto Gerusalemme quanto il popolo eletto. “Ed ecco da quell’ora il discepolo la prese nella sua casa” (Gv 19,27): la Chiesa, e Maria suo “tipo”, sono mistero da accogliere, doni preziosi per il discepolo.

Maria tipo della Chiesa orante che riceve lo Spirito (At 1,14 e 2,1-11)

Maria vive con la Chiesa la Pentecoste.

La “donna vestita di sole” (Ap 12,1-6)

Tale immagine è da riferirsi innanzitutto ad Israele che va nel deserto durante l’Esodo, ha una corona di dodici stelle (le dodici tribù), e i cui simboli di gloria sono proprio il sole e la luna. La donna è però anche figura della Chiesa delle origini, che nella croce (simboleggiata dai travagli del parto) ha visto la gloria del Messia, e deve fuggire nel deserto (verso il 65 d.C. a Pella). In Maria “la prima nella <<communio sanctorum>>, la Chiesa celebrante vede il proprio orizzonte ultimo dischiuso… da Cristo il <<risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti>> (1 Cor 15,20)” (G. Bruni).

L’importanza della lettura tipologica di Maria

Maria “è data quale archetipo di ciò che la Chiesa stessa è chiamata ad essere; nella Madre di Dio l’assemblea dei credenti trova il proprio simbolo e la propria proiezione” (G. Bruni). La lettura tipologica e di simbolismo collettivo non ridimensiona né sminuisce la lettura individualistica.

Maria nella riflessione ecumenica

“Si constata l’esistenza di una zona di consenso delle confessioni cristiane riguardo a Maria: 1. Primato di Cristo e priorità del discorso cristologico su quello di Maria (dal <<per mezzo di Maria a Gesù>> a <<in Cristo a Maria>>). 2. Modello della Chiesa nella vita di fede, di ascolto della parola, di servizio del Signore. 3. Maria lodata per le grandi opere di Dio in lei. 4. Anche la preghiera con Maria non offre particolari difficoltà, essendo già testimoniata nella prima comunità cristiana” (R. Bertalot – S. De Fiores). “Maria non sta tra la Chiesa e la Tri-unità di Dio, ma dentro la Chiesa, assieme ad essa, adora il Padre in Spiritu veritatis, mossa dallo Spirito della Verità che è il Figlio Gesù” (G. Bruni).

Da martedì 28 dicembre 2021 ore 16.03, in replica domenica ore 02.00, (Speciale Bibbia)

LA FEDE, IL “SI’” DELL’UOMO

Che cosa e’ la Fede

Due termini ebraici: batah, la fiducia e l’affidarsi; ‘aman (da cui la forma partecipiale “amen”), che evoca fermezza, certezza. In greco, a batah corrispondono elpìs, elpìzo, pèithomai-pèpoitha (Volg.: spes, sperare, confido), ad ‘aman corrispondono pistis, pisteuo, alètheia (Volg.: fides, credere, veritas). Quindi due concetti: 1. abbandono fiducioso a Dio (“fide qua”), perchè è Dio “di fedeltà” (Dt 32,4). 2. adesione dell’intelligenza alla verità (“fides quae”).

Il fondamento della Fede

La resurrezione di Gesù è il kèrigma, il nucleo della fede cristiana: “Se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede” (1 Cor 15,3-22). Per coloro che già credono in Dio per un cammino filosofico, la risurrezione di Gesù rappresenterà la conferma che egli è veramente Figlio di Dio (scuola di Alessandria d’Egitto, dalla fine del II secolo); per altri, l’esperienza di un uomo che, risorgendo, vince la morte, e si dimostra quindi più forte della natura, quindi soprannaturale, e quindi Dio, sarà il modo di arrivare a credere all’esistenza di Dio, oltre che alla divinità di Gesù Cristo (“via storica” della scuola di Antiochia di Siria, dal III secolo). Ma fede non è solo accettare il puro fatto della Resurrezione: “Anche i demoni credono, e tremano” (Gc 2,19). Fede è credere che se Cristo è Risorto, e quindi è Dio, ciò che ha detto è vero e mi impegna in un dialogo d’amore. La vera fede è amore: fede è “vedere + amare” (1 Gv 4,7-8): credere (pisteuein) spesso è non è seguito da hoti, “che”, ma da eis, “in”, con idea di movimento, di slancio, di abbandono (Gv 2,11; 12,44; 3,18; Gal 2,16).

La Fede cambia la vita

Come il cieco di Gerico (Mc 10,46-52), siamo chiamati a conversione, a “spogliarci dell’uomo vecchio con la condotta di prima, l’uomo che si corrompe dietro le passioni ingannatrici…, e rivestire l’uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella santità vera” (Ef 4,22-24). Solo Dio è la luce che vince la tenebra (Gen 1,3.18; Es 14,20; Sl 27,1; 1 Gv 1,5…): solo Gesù è “la luce vera, quella che illumina ogni uomo” (Gv 1,9; cfr 3,19; 8,12).

Confessare la Fede

Il verbo greco è homologhèo, da òmos, uguale, simile, e lègo, dico: cioè “dire la stessa cosa”, “concordare con ciò che si afferma”; traduce l’ebraico jadàh, celebrare, proclamare lodando. Le antiche confessioni di fede di Israele commemoravano la liberazione dalla schiavitù d’Egitto (Dt 8,14-16; cfr 6,12; 26,50; Gs 24,2-13). Partendo dall’esperienza della salvezza il popolo ebraico arriva a comprendere Dio come “maestoso in santità” (Es 15,11; cfr Sl 18), che crea (Sl 8) e che fa Alleanza con il suo popolo (Dt 1,8.35). Gesù è il Salvatore definitivo (At 4,12), l’unico Signore (1 Cor 12,3; Fil 2,11), giudice del mondo che verrà (At 10,42), inviato di Dio e vero Sommo Sacerdote (Eb 3,1). Solo confessando il Cristo si può essere salvati: “Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza” (Rm 10,10; cfr Eb 3,1; 2 Cor 13,5). Professione di fede è proclamare la Signoria di Gesù (Mt 16,13-17; Gv 6,68-69; 9,15.30-38); rinnegare (arnèomai) il Cristo equivale all’apostasia (At 13,27; 1 Gv 4,2-3.15; 2 Gv 1,7; 1 Gv 2,23); “Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli” (Mt 10,32; cfr Lc 12,8; Ap 3,5). Il credente in occasione del Battesimo proclama che Gesù è l’unico Signore e Salvatore (1 Tm 6,12; At 8,37; Eb 3,1; 2 Cor 13,5). Ma la professione di fede è atto di ogni giorno (Eb 4,14).

Annunciare la Fede

Il primo, vero, insostituibile compito dei credenti è la trasmissione della fede. Ciascuno ha ricevuto la fede dai suoi genitori (Rm 10,14; 1 Cor 11,23; Lc 1,1-2; Sl 44,2); Dio si rivela come “il Dio dei padri” (Es 3,4; cfr 3,15; 1 Re 18,36; Mt 22,32; At 3,13). A nostra volta, dobbiamo trasmettere ai nostri figli ciò che i nostri padri ci hanno consegnato (Sl 78,3-7; Es 10,2; Sl 22,31-32; 145,4-7; Gl 1,3; Es 12,24-27; Gs 4,19-24; Es 13,14-16; Dt 6,20-25; 32,7; Dt 6,7; 11,18-19; 32, 46-47). Ovviamente, i genitori narrano ai figli la loro esperienza di salvezza (Es 13,8; cfr Gdc 6,13; (Dt 4,9). E nel Nuovo Testamento, spesso si sottolinea come la fede dei genitori coinvolga tutta la famiglia (At 16,15.31.34; 18,8; 1 Cor 1,16). Ma verso tutti la Chiesa è un popolo di missionari (Mt 28,19-20; Rm 10,14-15: LG, n. 33). E il missionario è servo della Parola (Lc 1,2; At 26,16; 6,1-4; Lc 24,32-35; Am 8,11-12).

Obbedire alla professione di Fede

Ma non basta una professione a parole: occorre l’hypotaghè homologhìas, l’obbedienza alla professione di fede (2 Cor 9,6-13), che si dimostra nella vita di carità e di servizio. E’ vero che “l’uomo è giustificato per la fede indipendentemente dalle opere della legge” (Rm 3,20.28; cfr 4,16; Gal 2,16; 3,11; Ef 2,8-10). Ma “la fede senza le opere è morta” (Gc 2,14-26; cfr Rm 3,31). “Queste le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!” (1 Cor 13,2.13; cfr Gal 5,6). Gesù stesso ci ricorda: “Non chiunque dice: “Signore! Signore!” entrerà nel Regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli” (Mt 7,21). Infatti “l’amore di lui è perfetto in noi… se ci amiamo gli uni gli altri” (1 Gv 4,12; cfr Mt 22,37-38). L’agape è il criterio definitivo di appartenenza al Signore (Gv 13,35; 15,10.12).

Testimoniare la Fede

Confessare la fede in Gesù può portare al martirio: martyrìa significa “testimonianza” (Gv 9,22; 12,42). E’ urgente una scelta di fondo nella nostra vita cristiana: il servire o il servirsi, l’umiliazione o la gloria, il martirio o la potenza (Mc 8,34; 10,37-42). “Al termine del secondo millenio la chiesa è diventata nuovamente chiesa di martiri” (Tertio Millenio Adveniente, n. 37). Ancora una volta, come affermavano i Padri, “il sangue dei martiri è seme di cristiani”. Allo Spirito, autore di ogni nostra autentica confessione di fede (1 Cor 12,3; cfr 1 Gv 4,2; Mt 10,20) oggi chiediamo, come fecero i discepoli a Gesù: “Aumenta la nostra fede!” (Lc 17,5).


CICLI CONCLUSI GIA’ TRASMESSI…


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Da martedì 30 novembre 2021 ore 16.03, in replica domenica ore 02.00, (Speciale Bibbia)

IL COMPIMENTO DELLE ANTICHE PROFEZIE

I Vangeli dell’infanzia

Solo Matteo e Luca accennano all’infanzia di Gesù. Vi sono quattro orientamenti esegetici: 1. I racconti sono saghe sul tipo dei miti orientali o leggende del tipo della letteratura cristiana apocrifa; 2. sono un’aggiunta a parte del Vangelo, una specie di “preistoria”; 3. sono racconti di tipo teologico, in cui delle verità sono espresse con una struttura letteraria di tipo veterotestamentale; 4. sono una sorta di “preludio”, che anticipa e compendia i più importanti temi teologici del Vangelo.

Una riflessione post-pasquale: I racconti sono “midrash” (dal verbo “darash” che significa “riflettere”, “interpretare”), cioè una riflessione sapienziale sui fatti storici dell’infanzia di Gesù, frutto della contemplazione pneumatica post-pasquale. Il messaggio del “Vangelo dell’infanzia” va colto a un triplice livello: 1. teologia esplicita: i “titoli”, le affermazioni a tutte lettere; 2. teologia implicita: le rivelazioni proposte attraverso espedienti narrativi; 3. teologia allusiva: mentre Matteo narra l’infanzia di Gesù segnalando il compiersi in essa delle profezie veterotestamentarie, Luca comunica il mistero di Gesù leggendo implicitamente i fatti storici secondo il modello biblico, e proponendo con ciò valori e rivelazioni profonde.

I racconti dell’infanzia: I racconti del Vicino Oriente: Il racconto dell’infanzia era un genere ben attestato nel Vicino Oriente antico, per sottolineare che un personaggio importante aveva fin dall’inizio della sua vita goduto dell’aiuto provvidenziale degli dèi. I midrashim ebraici: Matteo e Luca usano lo stile letterario dei midrashim ebraici, racconti catechistici di commento alle Scritture che usavano anche materiale fantastico. Il testo dei Vangeli dell’infanzia ha i caratteri di un racconto popolare, simbolico…

La genealogia di Gesù

Con la genealogia Matteo (Mt 1,1-17) intende affermare innanzitutto che Gesù è figlio di Davide, tramite Giuseppe che lo adottò legalmente. La genealogia è divisa in tre blocchi di 14 nomi ciascuno. Il numero 14 richiama Davide, essendo tale il valore numerico del nome ebraico “DWD” (4 + 6 + 4 = 14). Ma la genealogia ci fa capire che Gesù è molto di più del semplice figlio di Davide: arrivati a Giuseppe il verbo non è più all’attivo (“generò”) ma al passivo (“fu generato”: “passivo divino”, senza complemento d’agente): Gesù non è solo figlio di Davide, ma viene da Dio. La genealogia menziona quattro donne, straniere come Rut o peccatrici come Tamar, Raab, Betsabea: il Cristo viene dall’umanità, non solo da Israele, e la salvezza è offerta non solo ai giusti, ma anche ai peccatori. La parallela genealogia di Luca (Lc 3,23-38) è più universalistica: risale ad Adamo, capostipite di tutta l’umanità.

Da martedì 23 novembre 2021 ore 16.03, in replica domenica ore 02.00, (Speciale Bibbia)

In questa edizione vi invitiamo all’ascolto della conversazione dal ciclo: “Vecchiaia, morte, resurrezione, vita eterna” sul tema: ““E così saremo sempre con Lui” (1 Ts 4,17): il Giudizio e la Vita eterna”.

Da martedì 16 novembre 2021 ore 16.03, in replica domenica ore 02.00, (Speciale Bibbia)

In questa edizione vi invitiamo all’ascolto della conversazione dal ciclo: “Vecchiaia, morte, resurrezione, vita eterna” sul tema: ““Se siamo morti con Cristo…, vivremo con Lui” (Rm 6,3-11): la Morte e la Resurrezione”.

Da giovedì 18 novembre 2021 ore 16.03, in replica domenica ore 21.30, mercoledì ore 00.05 (Speciale Radio – 3)

si è tenuta, mercoledì 27 ottobre 2021, un’intervista in esclusiva presso il Palazzo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, sul tema: “La vocazione politica di Massimiliano Fedriga, l’appartenenza alla Lega Nord e la problematica inerente al vaccino SI, vaccino NO, green pass SI, green pass NO”. Presentato dal Direttore Responsabile di Radio Nuova Trieste Can. don Lorenzo Maria Vatti, ospite: Massimiliano Fedriga, Governatore di Trieste.


Da giovedì 11 novembre 2021 ore 16.03, in replica domenica ore 21.30, mercoledì ore 00.05 (Speciale Radio – 3)

si è tenuta, martedì 9 novembre 2021, un’intervista in esclusiva presso gli studi di Radio Nuova Trieste, sul tema: “La presentazione del nuovo cartellone autunnale del teatro dialettale L’Armonia”. Presentata dal Responsabile tecnico Alessandro Sinico insieme all’attrice Daniela Vidali, ospite: Sabrina Censky Gojak, segreteria ed ufficio stampa e redazione social de l’Armonia.


Da sabato 20 novembre 2021 ore 00.05, in replica lunedì ore 21.30, mercoledì ore 16.03 (Speciale Radio – 1 / Speciale Diocesi)

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si è tenuta, giovedì 16 settembre 2021, la seconda giornata del convegno internazionale promosso dalla Diocesi di Trieste ed unitamente dal Laboratorio Scienza e Fede in collaborazione con la Facoltà Teologica del Triveneto e con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia presso il Trieste Terminal Passeggeri del Molo IV° a Trieste, sul tema: “Teologia e Scienza – In dialogo al tempo della pandemia”. Sul tema: “Filosofia e teologia si lasciano interrogare” ospiti: Prof. Nikolaos Loudovikos dell’Università di Tessalonica e Istituto di Studi Cristiani Ortodossi di Cambridge, con i contributi della Prof.ssa Flavia Marcacci della Pontificia Università Lateranense e del Prof. Massimo Nardello, della Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna.

Da sabato 13 novembre 2021 ore 00.05, in replica lunedì ore 21.30, mercoledì ore 16.03 (Speciale Radio – 1 / Speciale Diocesi)

si è tenuta, giovedì 16 settembre 2021, la seconda giornata del convegno internazionale promosso dalla Diocesi di Trieste ed unitamente dal Laboratorio Scienza e Fede in collaborazione con la Facoltà Teologica del Triveneto e con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia presso il Trieste Terminal Passeggeri del Molo IV° a Trieste, sul tema: “Teologia e Scienza – In dialogo al tempo della pandemia”. Sul tema: “Filosofia e teologia si lasciano interrogare” ospite: Prof.ssa Flavia Marcacci della Pontificia Università Lateranense, Prof. Massimo Nardello, della Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna.

Da sabato 6 novembre 2021 ore 00.05, in replica lunedì ore 21.30, mercoledì ore 16.03 (Speciale Radio – 1 / Speciale Diocesi)

si è tenuta, giovedì 16 settembre 2021, la seconda giornata del convegno internazionale promosso dalla Diocesi di Trieste ed unitamente dal Laboratorio Scienza e Fede in collaborazione con la Facoltà Teologica del Triveneto e con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia presso il Trieste Terminal Passeggeri del Molo IV° a Trieste, sul tema: “Teologia e Scienza – In dialogo al tempo della pandemia”. Sul tema: “Pandemia, libertà e bene comune. Analisi sociologica sull’impatto della pandemia” ospite: Prof. Massimiliano Padula, della Pontificia Università Lateranense.

Da sabato 30 ottobre 2021 ore 00.05, in replica lunedì ore 21.30, mercoledì ore 16.03 (Speciale Radio – 1 / Speciale Diocesi)

si è tenuta, giovedì 16 settembre 2021, la seconda giornata del convegno internazionale promosso dalla Diocesi di Trieste ed unitamente dal Laboratorio Scienza e Fede in collaborazione con la Facoltà Teologica del Triveneto e con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia presso il Trieste Terminal Passeggeri del Molo IV° a Trieste, sul tema: “Teologia e Scienza – In dialogo al tempo della pandemia”. Sul tema: “L’impatto del COVID sulla società” ospite: Prof. Gian Carlo Blangiardo, Presidente dell’Istat.


Da venerdì 19 novembre 2021 ore 16.03, in replica sabato ore 21.30, lunedì ore 00.05 (Speciale Radio – 2 / Speciale Incontri)

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si è tenuto, giovedì 18 novembre 2021 un incontro promosso dall’Associazione Studium Fidei in collaborazione con il Vicariato per il laicato e la cultura della Diocesi di Trieste presso il Centro pastorale Paolo VI° v.Tigor,24/1 a Trieste sul tema: “L’Opera Figli del Popolo: dal suo sorgere ad oggi”. Presentati dal Presidente Can. Mons. Ettore Carlo Malnati Vicario per il Laicato e la Cultura della Diocesi di Trieste, ospiti: Claudio Colusso, Olivia Sossi, Fulvio Bisacco. Cultomusica 2021 con Enrica Birsa al sassofono e Mauro Pestel alla chitarra classica.

Da venerdì 12 novembre 2021 ore 16.03, in replica sabato ore 21.30, lunedì ore 00.05 (Speciale Radio – 2 / Speciale Incontri)

si è tenuto, giovedì 11 novembre 2021 un incontro promosso dall’Associazione Studium Fidei in collaborazione con il Vicariato per il laicato e la cultura della Diocesi di Trieste presso il Centro pastorale Paolo VI° v.Tigor,24/1 a Trieste sul tema: “Figura e spiritualità di San Giuseppe nella lettera apostolica di Papa Francesco”. Ospite: Presidente Can. Mons. Ettore Carlo Malnati Vicario per il Laicato e la Cultura della Diocesi di Trieste.

Da venerdì 5 novembre 2021 ore 16.03, in replica sabato ore 21.30, lunedì ore 00.05 (Speciale Radio – 2 / Speciale Incontri)

si è tenuto, giovedì 4 novembre 2021 un incontro promosso dall’Associazione Studium Fidei in collaborazione con il Vicariato per il laicato e la cultura della Diocesi di Trieste presso il Centro pastorale Paolo VI° v.Tigor,24/1 a Trieste sul tema: “Lo sviluppo della persona e la tutela dell’ambiente. Riflessioni dopo il Convegno della Settimana dei Cattolici”. Presentati dal Presidente Can. Mons. Ettore Carlo Malnati Vicario per il Laicato e la Cultura della Diocesi di Trieste, ospiti: Ing. Roberto Gerin, Presidente della Commissione Diocesana “Caritas in Veritate” e dell’Unione Cristiana Dirigenti Imprenditori di Trieste, Ing. Elena Caprotti-Vici, funzionario della Direzione Ambientale della Regione Friuli Venezia Giulia e il Geom. Andrea Gleria, impiegato AcegasApsAmga.

Da venerdì 29 ottobre 2021 ore 16.03, in replica sabato ore 21.30, lunedì ore 00.05 (Speciale Radio – 2 / Speciale Incontri)

si è tenuto, giovedì 28 ottobre 2021 un incontro promosso dall’Associazione Studium Fidei in collaborazione con il Vicariato per il laicato e la cultura della Diocesi di Trieste presso il Centro pastorale Paolo VI° v. Tigor, 24/1 a Trieste sul tema: “In tempi difficili una voce di fede sicura. La catechesi del Beato Francesco Bonifacio”. Presentati dal Presidente Can. Mons. Ettore Carlo Malnati Vicario per il Laicato e la Cultura della Diocesi di Trieste, ospiti: S. E. l’Arcivescovo Mons. Giampaolo Crepaldi, Vescovo di Trieste il quale presenterà il volume patrocinato dalla Diocesi di Trieste, edito da Palumbi Editore, “Beato don Francesco Bonifacio, catechesi sul Credo”, con la testimonianza dell’autore Mario Ravalico e con la partecipazione del Prof. Raoul Pupo, storico italiano, docente di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Trieste.


Da giovedì 4 novembre 2021 ore 16.03, in replica domenica ore 21.30, mercoledì ore 00.05 (Speciale Radio – 3)

si è tenuta, martedì 2 novembre 2021, la Veglia di San Giusto presieduta dall’Arcivescovo Mons. Giampaolo Crepaldi Vescovo di Trieste presso la Cattedrale di San Giusto martire a Trieste. In questa edizione in differita ascoltiamo i tratti salienti di alcuni interventi che si sono succeduti in questo momento di preghiera realizzato in collaborazione con il Gruppo Giovani della Pastorale Giovanile.


Da martedì 9 novembre 2021 ore 16.03, in replica domenica ore 02.00, (Speciale Bibbia)

In questa edizione vi invitiamo all’ascolto della conversazione dal ciclo: “Vecchiaia, morte, resurrezione, vita eterna” sul tema: “La missione degli anziani”.

Da martedì 2 novembre 2021 ore 16.03, in replica domenica ore 02.00, (Speciale Bibbia)

In questa edizione vi invitiamo all’ascolto della conversazione dal ciclo: “Vecchiaia, morte, resurrezione, vita eterna” sul tema: “La spiritualità dell’anziano”.