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Radio Nuova Trieste Vi propone l’ascolto in questi giorni…


Da sabato 18 settembre 2021 ore 00.05, in replica lunedì ore 21.30, mercoledì ore 16.03 (Speciale Radio – 1 / Speciale Diocesi)

Papa Francesco all’incontro con i giovani

si sono tenuti, martedì 14 settembre 2021, nel corso del Viaggio Apostolico in Slovacchia, i due incontri a Košice, da parte di Sua Santità Papa Francesco, presso il Quartiere Luník IX, l’incontro con la Comunità Rom e presso lo Stadio Lokomotiva, l’incontro con i giovani.

Papa Francesco all’incontro con la Comunità Rom

Da venerdì 17 settembre 2021 ore 16.03, in replica sabato ore 21.30, lunedì ore 00.05 (Speciale Radio – 2 / Speciale Incontri)

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si è tenuto, giovedì 16 settembre 2021 un incontro promosso dall’Associazione Studium Fidei in collaborazione con il Vicariato per il laicato e la cultura della Diocesi di Trieste presso il Centro pastorale Paolo VI° v.Tigor,24/1 a Trieste sul tema: “Il Napoleone triestino che partecipò al Risorgimento. La vita di Plon Elon, il nipote triestino dell’Imperatore”. Presentato dal Presidente Can. Mons. Ettore Carlo Malnati Vicario per il Laicato e la Cultura della Diocesi di Trieste, ospite: Pierluigi Sabatti, presidente del Circolo della Stampa di Trieste.

Da venerdì 10 settembre 2021 ore 16.03, in replica domenica ore 21.30 (Speciale Radio – 2 / Speciale Incontri)

si è tenuto, giovedì 9 settembre 2021 un incontro promosso dall’Associazione Studium Fidei in collaborazione con il Vicariato per il laicato e la cultura della Diocesi di Trieste presso il Centro pastorale Paolo VI° v.Tigor,24/1 a Trieste sul tema: “L’antipapa Giovanni XXIII che salvò la Chiesa”. Presentato dal Presidente Can. Mons. Ettore Carlo Malnati Vicario per il Laicato e la Cultura della Diocesi di Trieste, ospite: Mario Prignano, giornalista, caporedattore centrale del TG1.

Da venerdì 3 settembre 2021 ore 16.03, in replica domenica ore 21.30, mercoledì ore 00.05 (Speciale Radio – 2 / Speciale Incontri)

si è tenuto, giovedì 2 settembre 2021 un incontro promosso dall’Associazione Studium Fidei in collaborazione con il Vicariato per il laicato e la cultura della Diocesi di Trieste presso il Centro pastorale Paolo VI° v.Tigor,24/1 a Trieste sul tema: “L’idrogeno e la transizione energetica; realtà e prospettive per Trieste”. Con l’introduzione dell’Arciv. Mons. Giampaolo Crepaldi, Vescovo di Trieste, e la presentazione del Can. Mons. Ettore Carlo Malnati Vicario per il Laicato e la Cultura della Diocesi di Trieste, ha moderato gli ospiti: Maurizio Fermeglia, con gli interventi di: Zeno D’Agostino (dell’Autorità portuale di Trieste), Maurizio Cociancich (di Adriafer), Roberto Gerin (del Trasporto pubblico), Giuseppe Coronella (Fincantieri) e con i contributi di: Corrado Donà (di Autamarocchi); Pierluigi Busetto (di Navalprogetti); Alessio Lilli (della Siot).


Da giovedì 16 settembre 2021 ore 16.03, in replica domenica ore 21.30, mercoledì ore 00.05 (Speciale Radio – 3 / Speciale Culturale)

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si è tenuto, venerdì 10 settembre 2021 un incontro promosso dall’Associazione di Volontariato Trieste Solidale Onlus presso il chiostro di v. Besenghi, 16 del Seminario Vescovile di Trieste sul tema: “La Croce di Cristo, un vero albero della vita”. Presentato dal Presidente Fabio Avanzini, ospite: Don Samuele Cecotti, Parroco della Chiesa dei Santi Andrea e Rita, Direttore della Biblioteca del Seminario Vescovile di Trieste.

Da giovedì 9 settembre 2021 ore 16.03, in replica domenica ore 02.00, mercoledì ore 00.05 (Speciale Radio – 3 / Speciale Culturale)

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si è tenuto, venerdì 3 settembre 2021 un incontro promosso dall’Associazione di Volontariato Trieste Solidale Onlus presso il chiostro di v. Besenghi, 16 del Seminario Vescovile di Trieste sul tema: “Gli alberi storici e monumentali del Comune di Trieste e gli alberi autoctoni del carso triestino”. Presentato dal Presidente Fabio Avanzini, ospite: Dott. Francesco Panepinto, Responsabile Unità Tecnica Alberature e Parchi del Servizio Strade e Verde Pubblico del Comune di Trieste.


Da martedì 14 settembre 2021 ore 16.03, in replica domenica ore 02.00, (Speciale Bibbia)

“Introduzione alla Sacra Scrittura” presentazione di Carlo Miglietta (parte 1 di 2)

La Bibbia è il libro più tradotto (in più di duemila lingue) e più diffuso della terra. Ma ciò non si è purtroppo spesso accompagnato ad un aumento della fede…
CHE COSA NON E’ LA BIBBIA
La Bibbia non è un libro di storia: Per gli antichi la storia era teologia, cioè scorgere dentro e al di sotto degli eventi l’intervento della divinità o del fato.
La Bibbia non è un libro di scienza: La Bibbia è stata scritta per insegnarci “come si vada al cielo, non come vada il cielo” (Galileo Galilei).
La Bibbia non è un libro di filosofia: disciplina ignota all’ebraismo.
CHE COS’E’ LA BIBBIA
La Bibbia è testimonianza del Cristo: La Bibbia ci testimonia che Dio ha parlato in Gesù Cristo, e che lo ha risuscitato il terzo giorno (1 Cor 15,1-19).
La Bibbia è rivelazione di Cristo: Fede non è solo accettare il puro fatto della Resurrezione (Gc 2,19). Fede è credere che ciò che ha detto è vero e mi impegna in un dialogo d’amore.
La Bibbia è Cristo: “L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo” (S. Girolamo)” (Dei Verbum, n. 25). “Io ritengo l’Evangelo corpo di Cristo” (Girolamo).
COME NON SI DEVE LEGGERE LA BIBBIA
La lettura “fondamentalista”: E’ quella letterale, che non accetta che il testo abbia significati simbolici.
La lettura “parziale”: Si scelgono i brani che interessano su particolari tematiche e se ne fa un bel collage, estrapolandoli dal contesto.
La lettura “intellettualistica”: Coglie ideologicamente i “segni dei tempi”, e vuole avallare il proprio pensiero con brani biblici.
La lettura “intimistica”: La Bibbia è utile strumento per la propria igiene mentale, per il relax dello spirito.
La lettura “politica”: Vede la Bibbia solo come supporto a varie preordinate dottrine su specifici modelli sociali.
La lettura “magico-meccanicistica”: Taluni gruppi fanno aprire la Bibbia a caso assicurando che in questa lotteria spirituale il Signore rivelerà la sua volontà: è la “Bibbia-oroscopo”.

COME LEGGERE LA BIBBIA

Il modo corretto di leggere la Scrittura ci è dato da Ne 8,1-18 e da At 8,26-39.
Cinque criteri per comprendere la Bibbia
Si veda la Costituzione Dogmatica sulla Divina Rivelazione, la “Dei Verbum”, soprattutto al n. 12. 1. Il senso letterale: Occorre che sappiamo scoprire “il tesoro di verità sotto il velo delle parole” (Giovanni XXIII). – I generi letterari: “È necessario adunque che l’interprete ricerchi il senso che l’agiografo in determinate circostanze, secondo la condizione del suo tempo e della sua cultura, per mezzo dei generi letterari allora in uso, intendeva esprimere” (Dei Verbum, n.12).

Da martedì 21 settembre 2021 ore 16.03, in replica domenica ore 02.00, (Speciale Bibbia)

“Introduzione alla Sacra Scrittura” presentazione di Carlo Miglietta (parte 2 di 2)

COME LEGGERE LA BIBBIA

– Il metodo storico-critico: “Indispensabile per lo studio scientifico del significato dei testi antichi” (Pontificia Commissione Biblica). – L’ermeneutica: La ricerca del senso del testo. – La polisemia dei testi: L’esegesi antica e medioevale, distinguevano il senso letterale da quello spirituale, a sua volta articolato in allegorico, morale, anagogico o escatologico. Oggi le ermeneutiche filosofiche ci sottolineano la polisemia dei testi, pur partendo dall’imprenscidibilità del dato letterale. 2. La progressione nella Rivelazione: Solo in Gesù, il Verbo vivente del Padre, si ha la Rivelazione definitiva. “Per ricavare con esattezza il senso dei sacri testi, si deve badare… al contenuto e all’unità di tutta la Scrittura” (Dei Verbum, n. 12). 3. La Cristocentricità: Tutta la Scrittura si riduce ad una sola Parola: Gesù Cristo: “Egli… compie e completa la Rivelazione e la corrobora con la testimonianza divina” (Dei Verbum, n. 4). 4. La Tradizione della Chiesa: “Per ricavare con esattezza il senso dei sacri testi, si deve… tener debito conto della viva tradizione di tutta la Chiesa e dell’analogia della fede” (Dei Verbum, n. 12). E’ importante anche leggere la Bibbia alla luce anche della grande Tradizione ebraica, nel cui alveo essa fu scritta. 5. Leggere nello Spirito Santo: “La Sacra Scrittura esser letta e interpretata alla luce dello stesso Spirito mediante il quale è stata scritta” (Dei Verbum 12).

Suggerimenti metodologici per la lettura della Bibbia

  1. Il rispetto per la sacralità del Testo biblico: Come nell’ebraismo, anche noi dobbiamo avere rispetto per la sacralità del testo biblico, trattando il libro stesso con onore e devozione. 2. Avere una buona edizione della Bibbia: Prediligendo quelle con presentazione dei libri, con note e spiegazioni. Occorre leggere prima l’introduzione ai libri o ai gruppi di libri omogenei. 3. La “lectio continua”: E’ estremamente importante che non si legga la Scrittura solo a “brani scelti”, ma che la si affronti nella sua interezza (Mt 5,18). Solo chi è abituato alla “lectio continua” può fare bene una lettura tematica, o secondo i personaggi, o secondo determinate situazioni… 4. Leggere la Scrittura con la Scrittura: I Padri dicevano che “Scriptura sua ipsius interpres”, che la Scrittura spiega se stessa: ecco allora anche l’utilità di quello che taluni chiamano il “piccolo metodo”, cioè di raffrontare ogni versetto con gli altri corrispondenti segnalati in margine o a pie’ pagina dalle nostre Bibbie, e quindi andare a leggere anche i versetti. 5. I libri di Commento ed Esegesi: Essi ci introducono a conoscere l’autore, l’epoca in cui il libro è stato scritto, i suoi destinatari, il contesto religioso, le finalità dello scritto… 6. I Corsi biblici: Fondamentali sono i Corsi di Introduzione alla Scrittura, previligiando quelli monografici. Per chi proprio inizia, è meglio partire dai Vangeli, o dall’Esodo, che ci fa meditare sul cammino della fede. Non si abbia poi paura di proporre uno studio serio della Parola anche ai bambini: è un insegnamento fondamentale per la loro formazione.
    Piccolo decalogo degli atteggiamenti per una buona lettura della Bibbia
  2. Il silenzio interiore: Occorrono un luogo adatto (Mt 6,6; 14,23; Lc 9,18) e dei momenti fissi. Ma bisogna soprattutto riuscire a creare quel “silenzio” (Sap 18,14; Ap 8,1) interiore indispensabile per accogliere la Parola. 2. L’intelligenza: La Parola di Dio esige l’impegno della mente (Mt 22,37). 3. La semplicità: “Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli” (Lc 10,21; Mc 10,15). 4. La purezza di cuore: Il peccato impedisce la comunione. E’ sempre menzogna e orgoglio, che paralizzano ogni vero rapporto. 5. La gioia: La Parola di Dio “fa gioire il cuore” (Sl 19,8-11; 119,103); “Non ci ardeva forse il cuore nel petto… quando ci spiegava le Scritture?” (Lc 24,32-35). 6. Il confronto con la vita: Bisogna imparare a coniugare Parola di Dio e storia, Bibbia e giornale (Gaudium et spes, n. 46). 7. La “ruminatio”: Occorre implorare dallo Spirito il dono della Sapienza, parola che deriva dal latino “sàpere”, “aver gusto”, “aver sapore”. E conservare nel cuore in ogni momento la Parola meditata, come faceva Maria (Lc 2,19.51; cfr Sl 119,9.11). 8. L’“oratio”: Scopo della lettura della Scrittura è arrivare a “Pregare la Parola” (E. Bianchi). 9. La “contemplatio”: bisogna contemplare la Parola (Sap 6,12; Ct 4,1-15…): il fine della lettura della Scrittura è l’incontro intimo, personale, con Dio (1 Gv 1,1). 10. L’“actio”: “Chi… non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna; la parola che ho annunziato lo condannerà nell’ultimo giorno” (Gv 12,47-48; cfr Mt 7,12-23). Maria ci è modello di obbedienza alla Parola (Lc 1,38; 8,21; 11,27-28).
    Priorità
  3. La familiarità con la Scrittura: La cosa più importante è leggere la Bibbia: come diceva Girolamo, è questa che crea la familiarità con esse e quindi la fede. 2. La passione per la Parola: Il vero problema del nostro rapporto con la Parola è il nostro amore per essa: è quanto ne siamo conquistati, innamorati (Ger 20,7.9). 3. La certezza che Dio è Amore: “Dio è amore” (1 Gv 4,16): è questa la sintesi di tutta la Scrittura. Questa deve essere la chiave interpretativa di tutta la Bibbia. 4. Convertirsi alla Parola: La Parola è da obbedire (Es 19,8; Lc 1,38), “e non solo da ascoltare, illudendo noi stessi” (Gc 1,22). I Padri della Chiesa ricordavano che per farci santi non occorre conoscere tutta la Scrittura, ma che basta viverne radicalmente anche un solo versetto.